Quando l’estate lascia il segno

A cura della Dott.ssa Nicoletta Cecere – AFM Farmacie Comunali Ferrara.

L’estate è un vero toccasana per anima e corpo! Sono noti i benefici che la stagione estiva apporta al nostro umore: recenti studi dimostrano che con l’aumento dell’esposizione al sole, il nostro organismo  produca una maggiore quantità di serotonina, nota come l’ormone del buon umore perché fortemente coinvolto nella regolazione delle emozioni, del sonno e dell’appetito. Dunque, l’attivazione di questi sistemi neuroendocrini ci protegge dalla depressione.

 

Più melatonina in circolo: i suoi benefici

I raggi solari favoriscono anche l’aumento dei livelli circolanti di melatonina, che aiuta a dormire di più e meglio. Allo stesso tempo, all’interno del nostro organismo, la melatonina attiva il sistema immunitario attraverso l’aumento della produzione di vitamina D, che, a sua volta, contribuisce alla crescita delle ossa nei bambini e a ridurre il rischio di osteoporosi negli adulti, sia predisposti che non.

 

I benefici del sole

Molte patologie cutanee trovano giovamento dalla stagione estiva, per esempio diverse forme di dermatite e acne, ma anche patologie più serie come la psoriasi, che possono arrivare a sparire per l’effetto benefico dei raggi solari. Il sole regola l’attività delle ghiandole sebacee per una significativa azione antinfiammatoria.

Purtroppo però, come in tutte le cose, c’è il rovescio della medaglia: primo fra tutti il rischio
di un precoce invecchiamento cutaneo! Se durante le vacanze otteniamo quel bellissimo colorito sano, dormiamo meglio e siamo di buon umore, al rientro faremo i conti con un colorito spento, una cute  disidratata e qualche macchiolina. Come diceva il buon vecchio Paracelso, padre della tossicologia, ‘Dosis sola facit, ut venenum non fit’ ovvero ‘Tutto è veleno, e nulla esiste senza veleno’: non esiste nulla di non tossico, ma il verificarsi della tossicità dipende dalle dosi a cui ci si espone.

 

Quali danni può provocare il sole?

Ad ogni modo, presi in giuste quantità, nelle ore adeguate e con opportune precauzioni, i raggi solari restano un valido alleato. Al contrario, se ci si espone in maniera irrazionale o sconsiderata, possono  diventare un nemico insidioso per la nostra pelle: i raggi UV possono determinare mutazioni nei melanociti – che sono le cellule deputate alla sintesi della famosa melanina – che, riproducendosi in maniera incontrollata, possono dare origine ad un melanoma.
In breve, ci sembra necessario dare qualche informazione in più a proposito di questa temibile malattia, insidiosa soprattutto in quanto asintomatica e spesso con esito infausto.

 

Il melanoma: soggetti a rischio

Il melanoma colpisce solitamente i melanociti della pelle, ma, seppur raramente, potrebbe anche svilupparsi all’interno dell’occhio. Nel determinare il melanoma, entrano in gioco indubbiamente alcuni fattori genetici, come una predisposizione familiare, caratteristiche fenotipiche particolari quali la pelle chiara, o la presenza di molti nei; tuttavia, numerosi studi evidenziano l’importanza dell’interazione tra questi fattori, non modificabili, e altri elementi esterni. In particolar modo, la ricerca ha provato che le scottature solari verificatesi in età pediatrica, o comunque prima dei 30 anni, aumentino significativamente la probabilità di sviluppare la malattia.
Una certezza: è necessario adottare un comportamento responsabile quando ci si espone al sole con particolare riguardo verso i più piccoli, ai soggetti di pelle chiara e quelli che presentano molti nei. Inoltre, è fondamentale controllare a vista i nei preesistenti e quelli di nuova origine, osservando colore, dimensioni, bordi ed eventuali sanguinamenti. Se un neo in origine tondeggiante assume una forma frastagliata o un colore disomogeneo, consigliamo di prenotare un’accurata visita dermatologica che, attraverso un’analisi approfondita con dermatoscopio, potrà definire la natura di queste formazioni.

 

I raggi UV e gli inestetismi della pelle

Torniamo ai nostri raggi UV, sottolineandone un’altra spiacevole conseguenza, meno grave ma comunque fastidiosa. I raggi solari sono spesso responsabili di molti inestetismi della pelle di cui faremmo volentieri a meno: rughe, macchie, e più in generale invecchiamento cutaneo precoce. Si tratta apparentemente di problematiche di poco conto (e lo sono se paragonate alla patologia prima descritta) ma che hanno un forte impatto sulla nostra psicologia, come testimoniano anche i dati di mercato dei prodotti relativi ai trattamenti specifici.

 

Preparare la pelle al sole

Quindi, cosa fare per ottenere il meglio dal sole ed evitare spiacevoli inconvenienti che vanno dall’eritema solare a problemi più seri come il melanoma, passando per xerosi e melasma?
In primis, dobbiamo preparare la nostra pelle e il nostro organismo all’azione dei raggi solari. E come possiamo farlo? Ad esempio, assumendo alimenti che rafforzano le nostre difese dall’interno:

  • Prediligendo acqua (il miglior idratante in natura) rispetto a tutte le bevande miracolose presenti sul mercato che promettono benefici di ogni genere senza alcun reale supporto scientifico. Si consigliano almeno due litri di acqua al giorno, specie nelle giornate più calde, anche lontano dai pasti, così da proteggere i tessuti e la pelle dalla disidratazione estiva.

 

  •  Consumare frutta e verdura di stagione, soprattutto di colore giallo, rosso, arancione (ricche di vitamina C e carotenoidi) che vanno a contrastare e neutralizzare i radicali liberi dell’ossigeno. Consigliabili anguria, pompelmo rosa, albicocche, ciliegie, fragole, arance e soprattutto pomodoro.

 

Quando l’alimentazione non basta, e ci tocca comunque un lieve ma6 fastidioso eritema solare, possiamo integrare con prodotti nutraceutici e usare creme con fattori di protezione solare 50+, almeno 15 minuti prima dell’esposizione e, successivamente, dopo due ore in quantità adeguata, ma evitando comunque di esporsi al sole nei momenti della giornata in cui i raggi sono più intensi e dannosi, e cioè tra le 11 e le 16. Queste sono semplici norme di comportamento che possono evitarci fastidiosi problemi come gli eritemi e le scottature, favorendo un’abbronzatura graduale, uniforme e duratura.
Un ultimo consiglio: qualche giorno prima dell’esposizione al sole, per ottenere un colorito uniforme, è raccomandabile un scrub che, rimuovendo meccanicamente attraverso movimenti circolari le cellule morte, prepari la nostra pelle.

 

Le macchie della pelle: eccesso di melanina

L’abitudine dello scrub è molto utile anche dopo l’estate quando la pelle tende ad assumere un colorito a macchie di leopardo. Da preferire scrub o gommage che, essendo esfolianti meccanici, sfruttano lo sfregamento di piccole particelle per rimuovere le cellule morte, al peeling che, avvalendosi di ingredienti attivi come gli alfa-idrossiacidi, possono dare problemi di fotosensibilità (a onor del vero, molte delle nuove formulazioni evitano questa problematica). Dopo le vacanze, il peeling può comunque essere un valido alleato nel trattare qualche macchia cutanea.
Le macchie, dette discromie cutanee, sono frutto dell’aumento della produzione di melanina da parte dei melanociti; è sempre la melanina a determinare l’abbronzatura della pelle, che non è altro che un meccanismo di difesa volto a proteggerci dalla nocività dei raggi Uv. Però, col tempo, questo meccanismo di protezione può alterarsi provocando una produzione sregolata di melanina o la distribuzione non corretta, generando a livello cutaneo queste macchie che possono presentarsi in maniere differenti.

  • Le macchie ben circoscritte, che interessano comunemente gli adulti, sia donne che uomini in egual misura, al di sopra dei 60 anni, vengono definite lentigo solari e possono colpire indistintamente diverse regioni del corpo come volto, spalle, décolleté e in generale tutte quelle regioni maggiormente esposte al sole.
    Contro le lentigo solari può essere efficace il peeling, perché, come detto, si avvale di sostanze chimiche come l’acido glicolico, piruvico o retinoico che, andando a rimuovere gli strati cutanei superficiali, inducono un rinnovamento cellulare.
  • I peeling vanno effettuati esclusivamente dal dermatologo, che può usare concentrazioni più elevate rispetto a un centro estetico, che permettono di ottenere risultati con pochi minuti di posa     esclusivamente sulla lentigo, salvaguardando la pelle circostante. I peeling agiscono creando una sorta di danno a cui la pelle risponderà rinnovandosi: già durante la seduta si avverte bruciore sull’area trattata e, successivamente, è possibile che compaia un rossore che può protrarsi per alcuni giorni. Nei giorni seguenti alla la seduta, che determina un’infiammazione, è chiaro che non ci si potrà esporre al sole, né tantomeno sottoporsi a lampade UV. Il trattamento è comunque controindicato in caso di infiammazione in atto nella zona da trattare durante la gravidanza e l’allattamento.

 

  • L’iperpigmentazione dispersa invece è un’evidente macchia sparsa sulla regione del volto – tra fronte, naso, guance, labbra e mento -, prende il nome di melasma e riguarda principalmente le donne in età fertile. L’origine di questa condizione è sconosciuta, ma di fatto può scatenarsi dopo l’esposizione al sole e sicuramente risente di una forte componente ormonale; infatti, si verifica  maggiormente in donne in stato di gravidanza e in quelle che assumono in maniera continuativa la pillola anticoncezionale. Se ci si riconosce in una di queste condizioni, è necessario usare sempre – sia al mare che in città – creme con opportuni filtri solari.

 

  • Infine, diverso è il discorso per le cheratosi seborroiche, che sono vere e proprie lesioni di natura benigna, in rilievo rispetto al resto della pelle e sembrano di fatto delle verruche. Le cheratosi  seborroiche possono originarsi come tali o derivare da una lentigo solare che, crescendo, evolve in questa forma di verruca. Il trattamento di queste macchie in rilievo può prevedere peeling, sostanze ad azione schiarente, laser terapia, diatermocoagulazione.

 

Sieri e creme contro le macchie della pelle

Quando la macchia è superficiale si possono utilizzare sostanze ad attività schiarente, in siero o crema, che danno un effetto apprezzabile dopo qualche settimana di trattamento. Creme e sieri possono essere composti dalla comune vitamina C, con arbutina, acido cogico, e viniferina (estratta dai vinaccioli d’uva), che hanno efficacia in poche settimane. Creme o formule più potenziate, come quelle a base di acido cogico o vitamina C, oltre a schiarire inibiscono l’ulteriore deposito di melanina: queste vanno applicate di sera poiché l’acido cogico, ipoallergenico, può dimostrarsi però fotosensibilizzante. La vitamina C invece, pur non dando reazioni di fotosensibilità, tende comunque a ossidarsi e quindi a scurire, anche se momentaneamente, la pelle. Infine, una molecola storica contro le macchie cutanee, ma che per entrare nella composizione di creme preparate appositamente dal farmacista richiede ricetta medica, è l’idrochinone.

 

Il laser contro le macchie solari

Se la macchia da trattare è profonda e resistente, si opta per il trattamento laser. Esistono tanti tipi di laser, il più usato è il Q-switch. Il comune denominatore dei laser è la loro capacità, attraverso l’uso di lunghezze d’onda calibrate in base al tipo di macchia e di fototipo, di rompere il pigmento melanico – la macchia più scura – senza colpire la pelle chiara attorno. Nei giorni seguenti al trattamento si formano delle crosticine al di sotto delle quali avviene la rigenerazione cutanea dall’aspetto più chiaro. Il numero di sedute deve essere valutato dall’esperto in corso d’opera.

 

Xerosi: la secchezza della pelle

La conseguenza più comune e diffusa all’esposizione solare è la xerosi, il termine scientifico per indicare la secchezza.
La xerosi può essere secondaria a patologie come il diabete, ma è addirittura più comune dopo l’esposizione al sole. La pelle appare ruvida, squamosa, pruriginosa: in questi casi la strategia da mettere in atto è l’idratazione più profonda possibile. Per prima cosa, si consiglia uno scrub che rimuova le cellule morte di superficie, rendendo il tessuto pronto a ricevere i trattamenti successivi. Successivamente si possono usare prodotti idratanti, assieme a prodotti che, rinforzando la barriera lipidica, riducono la perdita d’acqua per evaporazione, per esempio le ceramidi, che si trovano comunemente nella composizione di creme ma anche di detergenti.

Non solo prodotti da utilizzare, ma anche qualche utile abitudine: è buona norma evitare l’aria secca, usando umidificatori in casa quando l’ambiente risulta particolarmente secco, non fare docce troppo calde e prolungate, usare abiti costituiti da fibre naturali – come il cotone – piuttosto che sintetiche, e usare detergenti per indumenti privi di coloranti e sostanze troppo profumate.

Quindi è chiaro: se prenderci cura della nostra pelle, che rappresenta la nostra barriera di difesa e rapporto con il mondo esterno, è sempre utile, dopo l’estate diventa una necessità inderogabile. L’inverno è più complicato da affrontare con una minore produzione dell’ormone del buon umore, ma una cute in buona salute ci potrà sicuramente aiutare a farlo nel migliore dei modi!

 

Dottoressa Cecere Nicoletta

Farmacista presso AFM Farmacie Comunali Ferrara