Allergia o semplice irritazione? Ecco come capirlo

Con l’arrivo della primavera tornano le giornate più lunghe, il sole… e per molti anche i primi fastidi agli occhi. Bruciore, arrossamento, lacrimazione improvvisa: sintomi comuni, che però possono avere cause diverse.

La domanda che sentiamo più spesso in farmacia è: “Secondo lei è allergia o solo un’irritazione?”

Capire la differenza è fondamentale, perché il rimedio giusto dipende proprio dalla causa del disturbo. Vediamo insieme come orientarsi.

 

Quando è allergia oculare

L’allergia oculare, chiamata anche congiuntivite allergica, è una risposta del sistema immunitario a sostanze normalmente innocue come pollini, polvere, acari o peli di animali. In primavera, i pollini sono i principali responsabili.

Il sintomo che più ci aiuta a riconoscerla è il prurito intenso. Non un semplice fastidio, ma una vera necessità di sfregare gli occhi. A questo si associano spesso arrossamento diffuso, lacrimazione abbondante e talvolta gonfiore delle palpebre.

Quasi sempre sono coinvolti entrambi gli occhi e, molto spesso, i sintomi oculari si accompagnano a quelli nasali: starnuti frequenti, naso che cola o sensazione di naso chiuso.

Dal punto di vista scientifico, ciò che accade è questo: quando l’occhio entra in contatto con l’allergene, alcune cellule rilasciano istamina, una sostanza responsabile dell’infiammazione e del prurito. È proprio l’istamina a generare la maggior parte dei sintomi tipici.

 

Quando invece si tratta di semplice irritazione

Non tutti gli occhi rossi in primavera sono dovuti a un’allergia. Spesso si tratta di una semplice irritazione, legata a fattori ambientali o abitudini quotidiane.

Vento, smog, aria condizionata, polvere, uso prolungato di computer e smartphone, lenti a contatto indossate molte ore: sono tutte condizioni che possono alterare il film lacrimale e rendere l’occhio più sensibile.

In questi casi il sintomo predominante non è il prurito, ma il bruciore o la sensazione di corpo estraneo, come se ci fosse sabbia nell’occhio. Può esserci arrossamento, ma di solito è più lieve e tende a migliorare con il riposo o chiudendo gli occhi per qualche minuto.

Qui non c’è una reazione allergica, ma una sofferenza della superficie oculare, spesso legata a secchezza o disidratazione.

 

Il collirio giusto fa la differenza

Una volta individuata la causa, è possibile scegliere il trattamento più adatto. Ed è qui che spesso si fa confusione.

 

In caso di allergia

Quando il problema è allergico, servono colliri specifici che agiscano sul meccanismo dell’infiammazione.

I colliri antistaminici sono indicati per ridurre rapidamente prurito, rossore e lacrimazione, perché bloccano l’azione dell’istamina. Sono particolarmente utili nei periodi di maggiore esposizione ai pollini.

Esistono anche colliri con sostanze che stabilizzano le cellule coinvolte nella reazione allergica: possono essere consigliati nei soggetti che ogni anno soffrono dello stesso disturbo e vogliono prevenire i sintomi.

Se l’allergia coinvolge anche il naso o provoca sintomi più diffusi, il farmacista può valutare insieme alla persona la necessità di un approccio combinato, ad esempio con uno spray nasale o un antistaminico per bocca.

 

In caso di irritazione o secchezza

Se il fastidio è legato a secchezza o ad agenti ambientali, la scelta ricade su lacrime artificiali o colliri lenitivi.

Le lacrime artificiali aiutano a ristabilire il corretto equilibrio del film lacrimale e a idratare la superficie oculare. Sono particolarmente indicate per chi lavora molte ore al computer, utilizza spesso dispositivi digitali o indossa lenti a contatto.

Non tutte le formulazioni sono uguali: l’efficacia e la durata dell’idratazione dipendono dagli ingredienti contenuti. L’acido ialuronico (sodio ialuronato) è tra i più utilizzati perché trattiene grandi quantità di acqua e garantisce un’azione lubrificante prolungata.

Accanto a questo possiamo trovare sostanze come la carbossimetilcellulosa (CMC) o l’idrossipropilmetilcellulosa (HPMC), che formano un sottile strato protettivo sulla superficie oculare e ne migliorano la stabilità, oppure l’Hydroxypropyl Guar (HP-Guar), che crea una sorta di “rete” protettiva aumentando il tempo di permanenza della goccia sull’occhio. Anche la glicerina, grazie alla sua azione umettante, contribuisce a mantenere l’idratazione e il comfort.

Per un utilizzo frequente o prolungato è preferibile scegliere colliri senza conservanti, poiché alcune sostanze conservanti, se usate nel tempo, possono alterare il film lacrimale e irritare ulteriormente la superficie oculare. In questi casi risultano utili anche i flaconi con sistemi di erogazione specifici che mantengono il prodotto sterile senza bisogno di conservanti.

I colliri decongestionanti possono dare un sollievo rapido dall’arrossamento, ma è importante non abusarne: un uso prolungato senza consiglio professionale può peggiorare il problema nel tempo.

 

Alcuni errori da evitare

Un errore comune è utilizzare sempre lo stesso collirio “perché l’anno scorso aveva funzionato”, senza valutare se il disturbo attuale sia davvero lo stesso.

Anche sfregare gli occhi è controproducente: aumenta l’infiammazione e può peggiorare il rossore.

Infine, se si portano lenti a contatto, è importante verificare che il prodotto scelto sia compatibile con il loro utilizzo.

 

Quando chiedere un parere

In presenza di dolore intenso, vista offuscata, secrezioni dense o sintomi che non migliorano dopo pochi giorni, è sempre opportuno rivolgersi al medico.

Per tutti gli altri casi, un confronto in farmacia può aiutare a chiarire i dubbi e individuare il prodotto più adatto.

 

La primavera è una stagione meravigliosa, ma per gli occhi può essere un periodo delicato. Riconoscere la differenza tra allergia e semplice irritazione è il primo passo per intervenire in modo corretto e tornare a godersi le giornate all’aria aperta… senza fastidi!

 

 

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